FOOTPRINTS – Il cammino della vita

Locandina FOOTPRINTS – Il cammino della vita
NazioneSPAGNA
Anno2016
GenereDocumentario
Durata90'
RegiaJuan Manuel Cotelo
 
DistribuzioneInfinito + 1
 

Trama

Undici componenti del gruppo “Cattolici in azione” della parrocchia di St.Anna a Gilbert in Arizona dal 19 giugno al 24 luglio 2014 percorrono insieme uno dei cammini per raggiungere Santiago di Compostela. Nel corso degli ultimi anni altri due film dedicati al Cammino per Santiago sono comparsi sui nostri schermi.
Emilio Estevez ha realizzato con Il cammino per Santiago un film il cui protagonista è il padre Martin Sheen e che si presenta come un’interessante fusione tra finzione e documentario. È seguito poi Sei vie per Santiago diretto da Lydia B.Smith che ha realizzato un documentario molto interessante seguendo sei persone con provenienze e motivazioni diverse.

Rispetto a questi Footprints risulta decisamente meno interessante. Una premessa è doverosa: nessun dubbio che per gli undici partecipanti (dieci giovani e un sacerdote) questa sia stata un’esperienza più che importante su una molteplicità di piani.

Ciò che convince poco è altro. Mentre le due opere citate mostravano come il Cammino costituisca un’esperienza straordinaria anche perché apre all’incontro con altri esseri umani, sia lungo la strada che nella condivisione di dormitori e di esperienze, qui il gruppo è chiuso in se stesso. Sin da una formazione iniziale del nucleo dei partecipanti: sono tutti maschi e qualsiasi riferimento alla dimensione femminile della realtà è escluso (madri a parte). La fotografia è lucida e tesa alla ricerca costante del bello; dalla foglia alla cima delle montagne tutto è inquadrato in modo da omettere, con rarissime eccezioni, la negatività che invece dovrebbe rappresentare un elemento importante da superare per collocarsi in un’altra dimensione di relazione con l’esistente.
Grazie a una didascalia finale veniamo informati che c’è stato bisogno di assistenza medica per alcuni dei partecipanti che, in limitati casi, hanno dovuto fare una pausa nel viaggio. Quasi ci si fosse accorti di aver realizzato un prodotto mediatico che rasentava la promozione turistica ci si sente in dovere di precisare ciò che non si è visto e che avrebbe invece aggiunto interesse e non tolto vocazioni al viaggio. Questo è un documentario che cerca di mettere la terra, il fango, la pioggia, la fatica, la malattia in un’area di non detto privilegiando stupende inquadrature dall’alto di luoghi incantevoli. Ma il segno vero della spiritualità per il credente non è dato solo dalla bellezza del creato ma dalla sua complessità e anche da quella della Storia che gli inserti in animazione tendono purtroppo a semplificare. David Maria Turoldo diceva che “la fede non la si propaganda, la si vive e, se la si vive, si propaganda da sé”. Di sicuro i componenti del gruppo questa esperienza di fede l’hanno vissuto. Il documentario cerca di trasformarla in propaganda.